Il mestiere del giardiniere

Il tingide dell’alloro

Ad alcuni anni dalla comparsa di Xylosandrus compactus pare che ci sia un nuovo problema per le piante di alloro della Versilia. Su molte piante di Alloro si può infatti notare la presenza di foglie ingiallite in maniera strana.

Questo problema è causato dall’attacco di Stephanitis lauri Rietschel.

Foglie di alloro attaccate da Stephanitis lauri viste dall'alto
Siepe di alloro colpita da Stephanitis lauri.

Stephanitis lauri è un insetto identificato per la prima volta in Grecia nel 2014 (da campioni trovati un paio d’anni prima).

È un rincote eterottero della famiglia dei tingidi… come Stephanitis pyri F., insetto noto per attaccare melo, pero e altre piante da frutto.

In Italia è stato osservato per la prima volta nel 2020, nelle province di Pisa e La Spezia.

Le foglie colpite appaiono ingiallite sulla parte superiore: su quelle attaccate in maniera debole si distinguono alcune piccolissime macchie gialle (discolorimenti clorotici, sono i segni delle punture dell’insetto), su quelle assalite in maniera più seria le macchioline sono così tante da formare un’unica grande chiazza. Osservando la faccia inferiore di una di queste foglie di solito si possono vedere gli insetti (bisogna guardare bene perché sono estremamente piccoli, a prima vista simili a minuscoli moscerini) e soprattutto una sorta di patina scura, un po’ granulosa, formata dai loro escrementi.

Foglia di alloro attaccata da Sthepanitis lauri vista dal basso
Foglia di alloro vista dal basso. Si possono notare gli escrementi dell’insetto.
Tingide su una foglia di alloro di una siepe della Versilia
L’insetto su una foglia di alloro.

Per adesso pare che questo insetto non causi danni molto gravi alle nostre piante di alloro, a parte un temporaneo peggioramento estetico. Non ci sono comunque ancora indicazioni precise per risolvere questo problema. Molto probabilmente possono avere una certa efficacia trattamenti con prodotti di utilizzo generico nella protezione di siepi e piante ornamentali (piretro naturale, piretroidi sintetici) effettuati all’inizio del manifestarsi dei sintomi.

Quando potare le caducifoglie

Ho notato in questi ultimi anni che la gente tende ad anticipare sempre di più la potatura delle caducifoglie perché così evita di rastrellare le foglie. Questo è sbagliato! Una regola generale per scegliere il momento della potatura è quando le piante sono a riposo, cioè d’inverno o d’estate, ma meglio d’inverno. Sicuramente le caducifoglie vanno potate quando hanno perso tutte le foglie! Questo perché la pianta, prima di perdere le foglie, riassorbe da queste delle sostanze nutritive che vanno ad immagazzinarsi nel fusto e nelle radici. Se poi le temperature sono ancora miti, come spesso avviene d’autunno, la pianta a volte può ributtare, cioè fare dei nuovi germogli che poi però moriranno ai primi freddi. Quindi anticipare la potatura delle caducifoglie indebolisce la piante per due motivi: mancato riassorbimento dei nutrienti dalle foglie; consumo inutile di energie per fare nuovi germogli che poi moriranno. C’è poi da aggiungere che potando con temperature più basse si riduce molto la diffusione di malattie.


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